Cumulo e Casse Professionali

Tutto sul cumulo dei contributi previdenziali dei professionisti



Il Presidente del nostro Comitato, dott. Nicoletti, ha incontrato il Presidente dell'Adepp, dott. Oliveti; clicca qui per leggere il comunicato.

A che punto siamo?

Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, e il presidente dell'Adepp, Alberto Oliveti, hanno presentato oggi 20 febbraio lo schema-quadro di convenzione tra Inps e Casse per rendere operativo il Cumulo. Seguiranno gli accordi delle singole Casse con l'Inps e quindi l'INPS metterà a disposizione delle Casse la piattaforma informatica.
Da Italpress: "Secondo Boeri, saranno necessari circa 10 giorni perché ogni ente/cassa riceva le indicazioni e possa prepararsi all’avvio della operatività del cumulo.

Clicca qui per altre informazioni.

Per vedere il video della dichiarazione di Oliveti sul sito di Italpress clicca qui

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Una legge di equità

La legge che permette il cumulo dei contributi è una legge equa, perché elimina un'ingiustizia: prima di questa legge, chi, cambiando lavoro ha dovuto versare i contributi previdenziali in più casse, si trovava a perdere anni di contributi o a doverli pagare una seconda volta per recuperare l'anzianità pregressa o, nel migliore dei casi, ad essere penalizzato nella misura della pensione rispetto a chi ha versato i contributi sempre allo stesso ente.
Per questo, già da anni, era stata introdotta la possibilità di utilizzare i contributi giacenti in diverse gestioni dell'INPS.
Mancava però ancora il diritto di utilizzare, a fini pensionistici, i propri soldi se versati a più enti previdenziali.
La legge n.232 del 2016 ha finalmente esteso il cumulo - senza nuovi esborsi - anche alle casse professionali e l'ha riconosciuto anche per la pensione anticipata (al raggiungimento dei 42 o 41 anni + 10 mesi, come tutti gli altri lavoratori).
Ora si tratta di applicare la legge!
Nel rispetto di chi ha già lavorato per oltre quaranta anni e nell'interesse dei giovani che hanno di fronte a loro carriere sempre più discontinue.

I ritardi nell'erogazione delle pensioni in cumulo stanno causando gravi problemi, in particolare a quei professionisti dipendenti, che, confidando nella legge e nelle istituzioni, hanno presentato la domanda di pensione in cumulo e quindi hanno dovuto lasciare il lavoro, trovandosi così da diversi mesi senza stipendio e senza assegno di pensione nella completa indifferenza di tutti gli enti previdenziali (Inps e Casse Professionali) nonchè dei Ministri (del Lavoro e dell' Economia) che dovrebbero vigilare.

Storie di ordinaria disperazione

"Caro Presidente,
chi ti scrive è un collega ultrasettantenne... Ho cessato la mia attività di Medico di Medicina Generale il 31-12-2016. In data 16-01-2017, tramite l'Ordine dei Medici della mia provincia, ho presentato domanda di pensione in cumulo all' ENPAM.
E' evidente che dal 31.12.2016 non ricevo più nè stipendio nè pensione.
A questo punto (come ben sai per essere anche tu un medico di MG) le mie risorse, dopo un anno di sole spese senza nessun introito, sono pressocchè alla fine perchè mi viene negato un diritto sancito dalla Legge.
Potrei, al limite, capire la esasperante lentezza dell'INPS, ma dal mio Ente mi sarei aspettato, dopo quasi un anno, almeno un cenno di rassicurazione. Il nostro Ente ha sempre fatto e fa di tutto per aiutare i colleghi in difficoltà. Non vedo perchè, dato anche il numero esiguo di domande di pensione di vecchiaia in cumulo, l'ENPAM non possa impegnarsi maggiormente per risolvere il problema a questi anziani Colleghi.
Sono venuto inutilmente alla sede di Roma e più volte all'INPS-INPDAP, senza alcuna risposta.
Ti prego di darmi una risposta almeno tu.
Ti faccio presente che sono al corrente di tutti gli aspetti ufficiali (circolari, convenzioni, ecc.) vorrei sapere da te qualcosa anche se ufficioso. Cosa dobbiamo fare, rivolgerci alla Procura della Repubblica o al Giudice del lavoro per lesione dei diritti? Grazie e un augurio, oltre che di Buone Feste, anche per i tuoi numerosi impegni."

"Buongiorno, ho scritto ai giornali e ora scrivo anche a voi perchè non so più a chi rivolgermi, sperando che si possa sollevare la questione delle pensioni con cumulo non pagate e sollecitare chi di dovere a provvedere urgentemente. Mi sono ovviamente iscritta al vostro comitato che mi permetterà almeno di non sentirmi completamente sola e augurandomi che si riesca a fare la necessaria pressione perchè si risolva la situazione.
Per 10 anni ho esercitato la libera professione come psicologa poi sono stata dipendente della Pubblica Amministrazione ed ora, dal 1° ottobre 2017, sono in pensione di vecchiaia con Cumulo ma a tutt’oggi non ricevo la pensione, né sono riuscita sapere a quanto ammonterà e, soprattutto, QUANDO comincerà ad essermi versata e vedo che non sono sola in questa situazione veramente pesante.
Ho chiesto all'INPS che mi venisse versata una pensione provvisoria con conguaglio alla risoluzione della questione ma l’Inps risponde che non è possibile e che al momento il mio diritto alla pensione è zero.
Il patronato alle mie richieste di aiuto, almeno nel fare pressione per la risoluzione del problema, neanche risponde (ho scritto e-mail, inviato messaggi, richiesto appuntamenti senza avere alcuna risposta, e mi chiedo se sono ancora a difesa e sostegno dei lavoratori o sono pagati solo per sbrigare pratiche amministrative).
Dopo 4 mesi senza pensione e senza stipendio non so più come fare e cosa fare!!!
Avevo chiesto alla mia amministrazione di proseguire fino al raggiungimento dei 20 anni contributivi ma la mia domanda non è stata accolta perché la Circolare Madia non permette la prosecuzione del servizio se si hanno con la libera professione gli anni sufficienti al raggiungimento dei 20. Per cui: per la circolare Madia non ho potuto continuare a lavorare e sono stata costretta a 66 anni e 7 mesi ad andare in pensione, ma la pensione di vecchiaia in cumulo non é a tutt’oggi solvibile e non sono previste forme transitorie di accrediti.
Ma io, come molti altri, senza stipendi e senza pensione come faccio?
La richiesta di pensione di vecchiaia in cumulo è un diritto per legge e non ricevere neanche una parte del dovuto necessaria per vivere è un sopruso.
Questo comitato è già una buona cosa ma ne sono venuta a conoscenza per puro caso! Scusate la veemenza ma io non riesco più a dormire di notte....non mi va di chiedere soldi in prestito per vivere..."