Cumulo e Casse Professionali

Comitato "Cumulo e Casse Professionali"

Le richieste del Comitato


Rapida operatività del Cumulo
La circolare n.140 è stata emessa dopo ben 9 mesi dal 1° febbraio 2017, data dalla quale secondo la legge n.232/2016 si poteva andare in pensione col cumulo, e a sua volta rimanda a convenzioni che l'INPS deve ancora stipulare con le singole Casse Professionali.
Il Comitato chiede la rapida operatività del cumulo, senza più manovre dilatatorie; l'erogazione delle pensioni in cumulo è il primo obiettivo che il Comitato si è dato!


Anticipo della quota INPS
Quattordici mesi di attesa sono un tempo lunghissimo, sfiancante, irrispettoso delle persone coinvolte; molti professionisti, fiduciosi nell'applicazione della norma in tempi ragionevoli, hanno da tempo rassegnato le dimissioni e sono da molti mesi senza stipendio e senza pensione e tanto meno liquidazione.
L'INPS attraverso l'Estratto Conto Integrato (sistema condiviso con gli altri enti previdenziali) dispone già di tutti i dati necessari per verificare il diritto alla pensione col cumulo; inoltre la Legge n.140 del 1997 all'art.3 impone all'INPS di corrispondere ai dipendenti pubblici "entro il mese successivo alla cessazione dal servizio ... in ogni caso un trattamento in via provvisoria non inferiore al 90 per cento di quello previsto".
La rivendicazione del Comitato è che l'INPS liquidi con celerità il 90% della sua quota, nelle more che vengano liquidate le altre quote, a titolo di pensione provvisoria salvo conguagli successivi.


Piena realizzazione del Cumulo
La Ricongiunzione gratuita dei contributi versati in più enti previdenziali esisteva in Italia fin dal 1958; solo nel 2010 è diventata onerosa, introducendo un'ingiusta disparità di trattamento, per la quale un lavoratore con una carriera discontinua deve ri-pagare i contributi già pagati.
L'Istituto del Cumulo, nello spirito del Legislatore, vuole eliminare questa ingiustizia ripristinandono un istituto previdenziale migliorativo della Totalizzazione, nella quale il sistema di calcolo è solo contributivo, anche per chi ha 18 o più anni di anzianità contributiva prima del 1995.
L'INPS con la circolare n.140/2017 opera un'illegittima forzatura della legge, quando per la determinazione dell’anzianità contributiva rilevante ai fini dell’applicazione del sistema di calcolo (retributivo o contributivo tra il 1995 e 2012), esclude i contributi versati dai professionisti nelle Casse Professionali, facendo riferimento, come stabilito dal comma 246 della legge 228/2012 - anche se non lo cita - alle gestioni previdenziali elencate nel comma 239 della stessa legge (riforma Fornero), ma senza considerare le modifiche al comma 239 introdotte dal comma 195 della Legge n.232/2016, ovvero l'aggiunta delle Casse Professionali all'elenco di tutte le gestioni previdenziali che devono essere considerate per il suddetto calcolo.
Con questa illegittima riduzione, per chi ha 18 anni di anzianità contributiva ante 1995, il cumulo rischia di diventare anche peggiorativo rspetto alla totalizzazione, che almeno non comporta la penalizzazione nel pagamento del trattamento di fine servizio.
Sull'esempio dell'Inps, quattro casse private, con modifiche ai loro regolamenti, hanno deciso di non riconoscere l'anzianità cumulata ai fini del retributivo.
Il Comitato ritiene che nessuna Circolare applicativa Inps o regolamento delle Casse Professionali possa cassare una norma di Legge.
Il Comitato chiede il riconoscimento dei contributi cumulati ante 1996 ai fini del metodo di calcolo nel rispetto del comma 246 della legge 228/2012; questo sarà il secondo obiettivo del comitato!