Cumulo e Casse Professionali

Le questioni aperte

La Pensione di Vecchiaia col Cumulo


Le norme di legge
La facoltà del cumulo contributivo può essere esercitata per la liquidazione del trattamento pensionistico a condizione che il soggetto interessato abbia i requisiti contributivi e anagrafici previsti dalla Riforma Fornero (attualmente = 20 di contribuzione + l'età di 66,7 anni per gli uomini o 65,7 per le donne).
[Legge n. 228 del 2012 art.1 comma 239 come modificato dalla Legge n. 232 del 2016 art.1 comma 195]
Il diritto al trattamento di pensione di vecchiaia è conseguito in presenza dei requisiti anagrafici e di contribuzione più elevati tra quelli previsti dalle gestioni interessate e degli ulteriori requisiti, diversi da quelli di età e anzianità contributiva, previsti dalla gestione previdenziale alla quale il lavoratore o la lavoratrice risulta da ultimo iscritto.
[Legge n. 228 del 2012 art.1 comma 241]

Le disposizioni applicative
“La pensione di vecchiaia in cumulo, tenuto conto degli ordinamenti coinvolti e della loro autonomia regolamentare può configurarsi come una fattispecie a formazione progressiva, in forza della quale rilevano più momenti o fasi interconnesse.
Di conseguenza, ai fini del diritto alla pensione di vecchiaia in cumulo, è necessario che sussistano i requisiti minimi di cui ai commi 6 e 7 dell’articolo 24 della legge n. 214 del 2011, utilizzando tutti i periodi assicurativi accreditati presso le gestioni di cui al comma 239.
Ai fini della misura, la liquidazione del trattamento pro quota in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione maturati, secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento, avverrà solo al conseguimento dei rispettivi requisiti anagrafici e contributivi”.
[Ministero del Lavoro nota n.13919 dell'11.9.2017]
Il trattamento pensionistico pro quota a carico delle gestioni INPS decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di maturazione dei requisiti più elevati tra quelli previsti dal comma 239; in alternativa, su richiesta dell’interessato, dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale è stata presentata la domanda, sempreché sussistano alle predette date gli ulteriori requisiti, diversi da quelli di età e anzianità contributiva, previsti dalla gestione previdenziale alla quale il lavoratore o la lavoratrice risulta da ultimo iscritto. In caso di ultima iscrizione alla gestione esclusiva, relativamente al personale del comparto scuola, continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui all’art. 59, comma 9, della legge n. 449 del 1997. [INPS circolare n.140/2017]
Di conseguenza, ai fini del diritto alla pensione di vecchiaia in cumulo, è necessario che sussistano i requisiti minimi di cui ai commi 6 e 7 dell’articolo 24 della legge n.214 del 2011 (attualmente: 66 anni e 7 mesi unitamente a 20 anni di contribuzione), utilizzando tutti i periodi assicurativi accreditati, sia presso l'INPS che presso le Casse Professionali.
Ai fini della misura, la liquidazione del trattamento pro quota in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione maturati, secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento e sulla base delle rispettive retribuzioni, avverrà solo al conseguimento dei rispettivi requisiti anagrafici e contributivi.
Qualora i requisiti per la prestazione di vecchiaia nella Cassa Professionale siano superiori a quelli vigenti nell'Inps, l'Inps erogherà subito la propria quota mentre per quella maturata nella gestione professionale occorrerà attendere i requisiti anagrafici e contributivi per la prestazione di vecchiaia previsti dall'ordinamento della cassa in questione; quindi ciascun Ente procederà alla liquidazione della propria quota di pensione solo al momento dell’effettiva maturazione di tutti i requisiti previsti dal proprio ordinamento.
La pensione di vecchiaia in cumulo, anche se può essere erogata in diverse tranche, costituisce un’unica pensione e pertanto gli istituti giuridici connessi (quali la perequazione automatica, l’integrazione al trattamento minimo, la c.d. quattordicesima, la maggiorazione sociale) vengono liquidati con riferimento al trattamento unico complessivamente considerato.
Per la pensione di vecchiaia in cumulo, se si sono perfezionati solo i requisiti INPS (66,7 anni d'età e 20 anni di contribuzione), ma non quelli della Cassa Professionale, l’interessato dovrà presentare la domanda di pensione all’INPS.
Per maggiori informazioni sulla circolare n.140/2017 clicca qui

A chi la pensione in due tempi?
La pensione di vecchiaia in cumulo in due tempi riguarda i contribuenti di quelle casse che hanno:
o criteri di anzianità contributiva più elevati dei 20 anni dell'INPS:
30 anni ENPAF (farmacisti),
32 anni Cassa Forense, INARCASSA (ingegneri e architetti) e CNPR (ragionieri),
33 anni CNPADC (commercialisti),
35 anni CIPAG (geometri) e ENPAV (veterinari);
o criteri di età più elevati dei 66,7 dell'INPS:
67 anni ENPACL (consulenti del lavoro) e CNPR (ragionieri),
67 anni e 6 mesi ENPAM (medici),
68 anni CNPADC (commercialisti), ENPAV (veterinari), Cassa Forense e ENPAF (farmacisti),
69 anni CIPAG (geometri).