Cumulo e Casse Professionali

Indennità di Fine Servizio

Cumulo e Liquidazione


Chi sceglie di avvalersi del cumulo contributivo verrà penalizzato per il pagamento dell'indennità di fine servizio, che viene posticipata a dopo l'età prevista per la pensione di vecchiaia.
Infatti il comma 195 della Legge n.232 del 2016 (scritto con tanti rimandi al altre norme da renderlo pressocché incomprensibile) stabilisce che:

Per i dipendenti, della Pubblica Amministrazione e degli enti di ricerca, che si avvalgono del cumulo contributivo ai fini pensionistici, i termini previsti (dai 6 ai 9 mesi) per il pagamento delle indennità di fine servizio, comunque denominate, iniziano a decorrere dal compimento dell'età stabilita quale requisito per la pensione di vecchiaia.
Per i lavoratori di cui agli articoli 1, comma 2, e 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché per il personale degli enti pubblici di ricerca, che si avvalgono della facoltà di cui all'articolo 1, comma 239, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, come modificato dal comma 195 del presente articolo, i termini di pagamento delle indennità di fine servizio comunque denominate di cui all'articolo 3 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, iniziano a decorrere al compimento dell'età di cui all'articolo 24, comma 6, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.
[Legge n. 232 del 11 dicembre 2016 art.1 comma 195]
Alla liquidazione dei trattamenti di fine servizio, comunque denominati, per i dipendenti di cui al comma 1, loro superstiti o aventi causa, che ne hanno titolo, l'ente erogatore provvede decorsi sei mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro. Alla corresponsione agli aventi diritto l'ente provvede entro i successivi tre mesi, decorsi i quali sono dovuti gli interessi.
[articolo 3 del decreto-legge 28 marzo 1997, n.79, convertito dalla legge 28 maggio 1997, n.140]
... i requisiti anagrafici per l'accesso alla pensione di vecchiaia sono ridefiniti nei termini di seguito indicati:

a. per le lavoratrici dipendenti la cui pensione è liquidata a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima (lavoratrici assicurate al FPLD dell’AGO, nonché assicurate al Fondo FS e al Fondo quiescenza Poste), e
b. per le lavoratrici autonome la cui pensione è liquidata a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e della gestione separata,
il requisito anagrafico (compreso l'adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita) è fissato a 66 anni e 1 mese a decorrere dal 1° gennaio 2016 e a 66 anni e 7 mesi a decorrere dal 1° gennaio 2018.

c. per i lavoratori dipendenti e per le lavoratrici dipendenti (iscritte alle casse ex Inpdap), la cui pensione è liquidata a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima e
d. per i lavoratori autonomi la cui pensione è liquidata a carico dell'assicurazione generale obbligatoria, nonché della gestione separata,
il requisito anagrafico per l'accesso alla pensione di vecchiaia nel sistema misto e il requisito anagrafico di cui all'articolo 1, comma 6, lettera b), della legge 23 agosto 2004, n.243, e successive modificazioni, é determinato in 66 anni.
(+ 7 mesi di incrementi della speranza di vita?)
[articolo 24, comma 6, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214]

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