Cumulo e Casse Professionali

Storia del Cumulo

Perché il Cumulo Gratuito?


Fin dal 1958 era possibile utilizzare i contributi versati in più enti previdenziali.
Poi nel luglio del 2010, una "manina" inserì in extremis l'articolo 12 al decreto n.78, la manovra estiva di Tremonti (governo Berlusconi), poi diventata legge n.122.
Lì si diceva che le ricongiunzioni verso l'Inps, fino ad allora senza oneri, avrebbero avuto un prezzo. Ovvero quello del riscatto della laurea, calcolato in base alla riserva matematica.
Così, a coloro che hanno fatto domanda di pensione e che nella vita hanno cambiato lavoro una volta o più (e dunque pure ente di previdenza) è arrivata la lettera dell'Inps con i calcoli.
Se vuoi far confluire i contributi versati, devi pagare. Come se avessi studiato per dieci, venti, trent'anni.
Sì, ma quanto? Moltissimo, da 70 mila a 200, anche 300 mila euro.
Da versare in un'unica soluzione o in "comode" rate, spalmate su 10-15 anni.
Rate che a volte valgono quanto la pensione.
In alternativa, la "totalizzazione" dei contributi, gratuita, ma che impone il contributivo anche a chi ha le carte in regole per il retributivo, con una penalizzazione del 40-50% sull'assegno mensile.
[da: Valentina Conte, La beffa dei ricongiungimenti onerosi, La Repubblica 10 novembre 2012]
Da allora ci sono stati diversi tentativi di correggere una norma definita dall'ex ministro del lavoro Cesare Damiano, ora presidente della Commissione Lavoro della Camera, "un delitto contro la persona".


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