Cumulo e Casse Professionali

Storia del Cumulo

Il "vecchio" cumulo del 2012


La legge di stabilità per il 2013 (articolo 1, commi 238-249 della L. 228/2012), a seguito delle criticità emerse dall'applicazione delle nuove norme in materia di ricongiunzione onerosa (che spesso hanno comportato, per i lavoratori interessati, l'esborso di somme ingenti per utilizzare i propri contributi già versati), aveva introdotto la possibilità di cumulo "gratuito" dei periodi assicurativi accreditati in diverse gestioni previdenziali, al fine di ottenere un unico trattamento pensionistico.
Il cumulo (alternativa alle discipline esistenti) è volto a consentire il conseguimento di un'unica pensione, cumulando i periodi assicurativi non coincidenti posseduti presso due (o più) forme di assicurazione obbligatorie (compresa le Gestione separata INPS), a condizione che non siano già titolari di trattamento pensionistico autonomo presso una delle suddette gestioni e (per la legge del 2012) qualora non siano in possesso dei requisiti per il trattamento pensionistico.
Il meccanismo del cumulo contributivo era infatti per tutti gli iscritti a due o più fra le seguenti gestioni previdenziali:
1) fondo pensioni lavoratori dipendenti (a cui è iscritta la generalità dei lavoratori dipendenti privati);
2) gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti);
3) gestione separata Inps;
4) regimi sostitutivi dell’assicurazione generale obbligatoria (ad esempio ex Enpals, fondo volo, soppressi fondi speciali elettrici, telefonici, autoferrotranvieri);
5) regimi esclusivi dell’assicurazione generale obbligatoria (ad esempio ex Inpdap, ex Ipost).
Restavano espressamente esclusi gli iscritti alle Casse dei liberi professionisti.
Erano esclusi anche coloro che avevano già maturato i requisiti per il diritto alla pensione in una delle gestioni interessate al cumulo.
Il cumulo si differenzia rispetto alla ricongiunzione onerosa (di cui alla L. 29/1979 per i rapporti tra le diverse gestioni INPS, e alla L. 45/1990 per i rapporti tra INPS e Casse professionali) sia per la gratuità dell'operazione, sia per la conservazione delle regole di calcolo proprie di ciascuna gestione.
Inoltre con il "vecchio" cumulo non era possibile chiedere la pensione anticipata.
Le gestioni INPS interessate, ciascuna per la parte di propria competenza, determinano il trattamento pro quota in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione maturati, secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento (il che implica un trattamento previdenziale inferiore a quello che sarebbe risultato dalla ricongiunzione).
Il sistema di calcolo da applicare (retributivo, misto o contributivo) è stabilito, ai fini dell'accertamento dell'anzianità contributiva maturata al 31 dicembre 1995, tenendo conto di quanto complessivamente versato nelle diverse gestioni assicurative (a condizione che i periodi non si sovrappongano temporalmente);
la quota di pensione per i periodi successivi al 1° gennaio 2012 è, ad ogni modo, calcolata con il sistema di calcolo contributivo (ai sensi dell'articolo 24, comma 2, del D.L. 201/2011).

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