Cumulo e Casse Professionali

Chi è contro il Cumulo ?

Fatta la legge trovato l'inganno

La legge è quella sul cumulo dei contributi previdenziali che dal 1° gennaio 2017 dovrebbe consentire a centinaia di migliaia di lavoratori che hanno avuto carriere lavorative spezzettate con versamenti a enti diversi (Inps e Casse autonome, gestioni principali e gestioni separate) di poter cumulare tutti i periodi al fine della maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia o anticipata (ex anzianità).
È una legge giusta e sacrosanta, che dovrebbe cancellare la vergognosa norma sulle ricongiunzioni onerose dei contributi, introdotta dal governo Berlusconi nel 2010, che per 6 anni ha costretto chi aveva versato a enti diversi a dover ripagare i contributi, spesso al quadrato e con cifre da capogiro, per poter conquistare il diritto alla pensione. Una vera e propria norma estorsiva di Stato, definita dall'ex ministro del lavoro Cesare Damiano, ora presidente della Commissione Lavoro della Camera, "un delitto contro la persona".

L'inganno è quello portato avanti sottotraccia e mai in modo esplicito dalle casse professionali autonome (di ingegneri, architetti, commercialisti, medici, veterinari, avvocati, ragionieri, geometri, geologi, psicologi, consulenti del lavoro, giornalisti, ecc.), che hanno ostacolato in ogni modo l'introduzione della norma sul cumulo gratuito.
Tanto che si è cominciato a fare circolare stime disastrose del presunto effetto del cumulo contributivo sui conti delle singole casse autonome, dovuto al maggior numero di pensioni che gli enti dovranno erogare nel breve-medio periodo e al minor gettito delle ricongiunzioni onerose (che sono state in questi anni la gallina dalle uova d'oro degli enti privatizzati).
Ma l'onorevole Maria Luisa Gnecchi, vice di Damiano in Commissione Lavoro e principale artefice della battaglia per cancellare le ricongiunzioni onerose ed estendere il cumulo gratuito a tutte le categorie, alle gestioni separate e anche alle pensioni di anzianità, dice che le casse stanno creando un allarmismo ingiustificato: la storia del presunto buco nei conti è un'idiozia!
[da: Claudio Visani, "Cumulo pensionistico, come si vanifica una conquista di equità", Huffington Post 17.7.2017]
I contributi dei "silenti"
Alcune casse hanno molti iscritti non più attivi, ovvero lavoratori che avendo cambiato attività, versano i loro contributi previdenziali ad altri enti (ad esempio chi ha svolto per alcuni anni attività libero-professionale e poi ha trovato impiego come dipendente).
Fino all'istituzione del cumulo, con alcune casse, il lavoratore poteva perdere i contributi versati all'ente previdenziale dove non era più attivo e gli anni di anzianità contributiva, mentre l'ente incassava i contributi di questi iscritti "silenti" senza erogare loro pensioni.
Invece ora, con il cumulo contributivo, i contributi versati ad una cassa in passato daranno luogo ad una quota di pensione calcolata col metodo retributivo fino alla data stabilita dal regolamento specifico di ogni cassa.
Si comprende come queste casse non siano contente di dover restituire i contributi a chi li ha versati!